Aesopica


Proporrò periodicamente una favola di Esopo, in cui ognuno potrà scoprire in libertà metafore e allusioni a quello che gli accade intorno, in tempi che praticano il fraintendimento con rigore scientifico e che hanno perso la facoltà di sdrammatizzare, mentre trattano il vero dramma con desolante sufficienza. In base a quanto ho spiegato nella premessa, essendo la morale talora ridondante se non fuori fuoco, tralascerò di copiarla.
Esopo è un classico perché i suoi contenuti non invecchiano. Le situazioni da lui descritte si riscontrano in ogni epoca e perciò continuano a irridere, senza perdere lo slancio e la profondità che le contraddistinguono.


Aesopica #0 - L'uomo e il satiro

Aesopica #1 - L'asino e l'ortolano
Aesopica #2 - Animali di Esopo e Collodi











*La rubrica prosegue dando spazio non solo al mondo esopico ma anche a tutte quelle opere (letterarie, cinematografiche, artistiche) dialoganti col fiabesco, di cui il patrimonio del favolista greco costituisce per così dire l'archetipo. Un occhio di riguardo sarà riservato a Pinocchio, mito la cui universalità è peraltro attestata dall'elevatissimo numero di traduzioni, dove molti sono i richiami alle precedenti storie di metamorfosi e catarsi, dall'antico al moderno (le fabulae Milesiae, Ovidio, Apuleio, i bestiari, la novellistica bizantina e orientale, Boccaccio, Perrault ecc...); vi abbiamo già accennato in diversi interventi. L'opera collodiana infatti si offre come mosaico mutevole che incarna perfettamente il principio dell' "uno nessuno centomila", attribuibile ai libri che non smettono mai di uscire da se stessi, alla maniera di Finnegans. Di tali caratteristiche proveremo a dare conto anche e soprattutto analizzando le pubblicazioni dal punto di vista grafico, essendo le avventure di Pinocchio un vero e proprio banco di prova per tanti disegnatori.  

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Il racconto dei racconti


            

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